
Questa è la ricetta originale di mia madre, tramandata di generazione in generazione. Si dice che ogni famiglia calabrese abbia una sua ricetta dei turdiddri (nel cosentino si chiamano così, non turdilli!). In questo caso, nel rispetto della tradizione i tipici dolci natalizi calabresi, sono stati preparati senza l’utilizzo delle uova; questo perché in origine, nella cucina povera, si era soliti preparare i dolci nel periodi di Natale per essere consumati durante tutto l’anno, l’assenza delle uova, appunto, consentiva una conservazione per lunghi periodi di tempo. Alcune ricette prevedevano l’utilizzo del miele di fichi (che non è un miele d’api, essendo prodotto dalla cottura a fuoco lento dei fichi) ma in tante veniva anche utilizzato il miele d’api.
Ingredienti per circa 60 pezzi:
500g di farina 00 – 160g di vermouth – 120g di olio extra vergine di oliva – 1l di olio di semi – Un pizzico di sale – Buccia di arancia q.b. – 300g di miele di acacia, di castagno o di fichi
PREPARAZIONE
- Riscaldiamo in un pentolino il vermouth, l’olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale e la buccia di mezza arancia prelevata senza il bianco. Procediamo finché non saranno ben mescolati. Lasciamo raffreddare per qualche minuto e togliamo la buccia di arancia. Nel frattempo setacciamo la farina.
- Aggiungiamo la farina ai liquidi gradualmente, impastando lentamente, evitando che si formino grumi.
- Formiamo con l’impasto delle palline da 15-20g, Passiamole con le punte delle dita sul un rigagnocchi e mettiamole da parte.
- Riscaldiamo l’olio di semi in una padella e friggiamo i turdiddri il olio profondo, quindi poggiamoli su carta assorbente
- Riscaldiamo il miele a fuoco lento e, quando avrà raggiunto una consistenza liquida, immergiamo al suo interno due o tre turdiddri per volta, rigiriamoli quindi aiutandoci con due cucchiai cercando di ricoprirli interamente
CONSIGLI E VARIANTI
- Se il miele è piuttosto denso possiamo aiutarci nella fase di riscaldamento aggiungendo un goccio d’acqua. Ricordiamo di non portarlo a ebollizione per non perdere le proprietà nutritive del miele; se abbiamo un termometro da cucina cerchiamo di mantenerlo sotto i 60 C°
- Se preferiamo un sapore più fruttato utilizziamo il nostro soave, per un gusto più deciso optiamo per il gagliardo dal retrogusto amarognolo ma in questo caso spargiamo a fine ricetta un po’ di zucchero di canna
- L’utilizzo del rigagnocchi aumenta la quantità di miele sui turdiddri, se non l’abbiamo possiamo farne a meno
- L’impasto deve risultare piuttosto appiccicoso, per maneggiarlo ungiamo le mani con olio
- Possiamo variare la ricetta usando altri tipi di miele come il millefiori, l’eucalipto e l’erica